Carosello del San Raffaele Viterbo

Il principio ispiratore del Centro trova la sua migliore espressione nei semplici versi del poeta americano Douglas Malloch (1877-1938)…

Il meglio
Se non potete essere un pino sulla vetta del monte, siate un arbusto nella valle, ma siate il miglior piccolo arbusto sulla sponda del ruscello. Siate un cespuglio se non potere essere un albero. Siate un sentiero se non potete essere una via maestra. Se non potete essere il sole, siate una stella. Non con la mole vincete o fallite.
Siate il meglio di qualunque cosa siate.

Il Carosello del San Raffaele Viterbo è uno spettacolo equestre, di buon livello tecnico, unanimemente apprezzato a livello nazionale, eseguito dagli allievi disabili e non del Centro (16 a cavallo e 2 con il calesse), i cavalli sono tutti di razza haflinger allevati e addestrati dagli stessi operatori. Le coreografie sono ideate dall’Istruttore Mauro Perelli che sin dagli inizi ha seguito la nascita e lo sviluppo del maneggio e dell’attività equestre. Le figure sono accompagnate dalla musica scritta appositamente dal compositore Gabriele Campioni.

 

 

 

Immagine di Gruppo

Da un punto di vista riabilitativo rappresenta l’obiettivo raggiunto ed anche l’inizio di un nuovo percorso ricco di possibilità di crescita: è il momento in cui i pazienti possono partecipare a eventi sportivi veri e propri. Infatti chiunque pratichi uno sport ha bisogno di un obiettivo. Al maneggio del San Raffaele Viterbo l’obiettivo che accomuna tutti è quello di entrare a far parte del gruppo del carosello. Perché il Carosello? Il metodo basato sull’integrazione e l’uguaglianza implica pari opportunità per tutti, nessuno escluso. Il motto del centro è per l’appunto: “a cavallo siamo tutti uguali”.

L’appartenenza al gruppo del Carosello crea una solidarietà di fatto tra i suoi membri, poiché per una perfetta riuscita dell’insieme delle figure, tutti si impegnano e si aiutano a vicenda. E’ un atteggiamento che scaturisce naturalmente in ciascuno di loro dato che tutti sono arrivati a questo livello percorrendo lo stesso iter formativo. I pazienti più bravi dal punto di vista della tecnica equestre ma anche ad un livello più avanzato nell’autonomia personale e sociale raggiunta, partecipano alle trasferte in tutta Italia come protagonisti del carosello insieme ai loro compagni normodotati. (Fieracavalli Verona, Piazza di Siena, ecc…).

Cavalieri a cavallo

In questa fase gli operatori possono testare le abilità raggiunte dai pazienti e, nel caso in cui si evidenzino delle difficoltà, concentrarsi sul trasferimento e la generalizzazione delle competenze raggiunte. Gli scopi principali sono: divulgare la riabilitazione equestre e la sua efficacia mediante la partecipazione a manifestazioni e spettacoli equestri; portare il ragazzo disabile a contatto con il mondo esterno per il suo reinserimento; valorizzare la filosofia dell’integrazione caratteristica del metodo del Centro; stimolare l’interesse e la partecipazione degli utenti del C.R.E.”

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