Luca Giordano: la mia vita in un libro, dalla riabilitazione alla scrittura per apprezzare gli ostacoli della vita e godersi i propri sogni dall'alto

La voglia di non mollare mai è ciò che più rappresenta Luca Giordano, ex paziente dell’IRCCS San Raffaele Roma, dalla riabilitazione alla scrittura per realizzare il suo sogno più grande: scalare ad uno ad uno i gradini della vita e godersi la vista dall’alto. Luca, che oggi ha 25 anni, è stato in cura presso la struttura del San Raffaele per più di dieci anni, sotto lo sguardo attento del Professor Giorgio Albertini, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione Pediatrica dell’IRCCS San Raffaele Roma, prematuramente scomparso tre anni fa e che ricordiamo oggi attraverso le parole del giovane Luca.

 

Luca, raccontaci di te, come è iniziato il tuo percorso al San Raffaele?

“Ho iniziato a fare fisioterapia all’Ospedale di Venafro, dove vivo, a causa di un’asfissia neonatale. Intorno ai cinque anni mi è stato consigliato di proseguire il mio percorso presso il San Raffaele di Cassino e poi successivamente al San Raffaele Pisana di Roma centro d’eccellenza per le disabilità motorie, soprattutto nell’ambito pediatrico. Sono rimasto in cura per dieci anni con il Prof. Albertini e il suo team, alternando la fisioterapia e gli esercizi fisici e manuali, per migliorare il mio equilibrio e rimanere in piedi, a quelli di memoria e di logopedia. Ricordo con piacere le ore passate con Maria, la terapista di informatica del reparto, che mi ha insegnato a fare le divisioni e ad utilizzare il computer.”

 

C’è un particolare ricordo legato al Prof. Albertini che ti farebbe piacere raccontare?

“Del professore ricordo una forte grinta e la fiducia nelle mie possibilità, il sorriso e la scrupolosità con cui svolgeva il suo lavoro e il suo registratore vocale per tenere traccia del percorso insieme. Condivideva con me e i miei genitori la felicità dei piccoli traguardi e dei miglioramenti frutto di sacrifici e lavoro di fisioterapia. Ma il ricordo più vivido è legato a una telefonata che ricevette il professore, a cui rispose con un perfetto inglese. Mi complimentai con lui per la sua pronuncia e mi raccontò dei suoi viaggi negli USA. Gli confidai come New York fosse uno dei miei sogni più grandi e lui mi sorrise dicendo che un giorno sarei riuscito ad andarci anche io e avrei ripensato a lui e alla chiacchierata avuta.”

 

Che tipo di legami si sperimentano durante un percorso di riabilitazione come il tuo?

“Ho avuto il piacere di conoscere tantissime persone, ricordo la coordinatrice del reparto, la Dott.ssa Anna Cancelli, e i fisioterapisti Alfredo, Maddalena, Laura, Maria, Gabriella, Francesca e Maria Rosaria. Quando ci si incontra per tre volte alla settimana il rapporto che si crea è simile a quello di una famiglia allargata, fatto di momenti lieti ma anche di piccoli litigi. Nel momento in cui gli esercizi di fisioterapia diventavano noiosi venivo sempre spronato a continuare.

È nato anche un bellissimo rapporto con le famiglie degli altri bambini, soprattutto per i mie genitori che insieme a quelli degli altri terapisti passavano molto tempo in sala d’attesa, fra una pausa al bar e una parola scambiata. Amicizie che continuano anche oggi fuori dal San Raffaele.”

 

Chi è Luca oggi?

“Ho 25 anni, continuo il mio percorso di fisioterapia a Venafro e adoro scrivere, andare ai concerti e a teatro, fare piccoli viaggi. Mi piace osservare tutto quello che c'è di bello. Mi ha sempre appassionato la scrittura, infatti grazie alla mia psicologa, che mi conosce dai tempi della scuola, ho deciso di buttare giù tutte le mie idee sulla vita, la disabilita, la sessualità e l’amore, cimentandomi anche nella creazione di poesie. Cosi è nato il mio libro - La Scalinata – come metafora della vita, in cui bisogna sempre andare avanti nonostante le difficoltà per giungere in cima e godere del panorama dall'alto. È stata un’emozione immensa vedere i miei scritti su carta e il mio nome in copertina.”

 

Progetti per il futuro?

“Non arrendersi mai! Vorrei visitare quante più capitali d’Europa possibili e fare il bagno nel Mar dei Caraibi. Attualmente sto lavorando alla pubblicazione del mio primo romanzo, che è ambientato in Molise … la terra che sembra non esistere.”

 

Affermerò per tutta la mia vita, con estrema forza e convinzione, che ogni ragazzo con una disabilità, fisica o mentale che sia, ha tutto il diritto di raggiungere il massimo delle sue possibilità perché non esistono risultati impossibili per definizione”, Professor Giorgio Albertini.

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