"Al San Raffaele Cassino, una giornata, sabato 26 gennaio, completamente dedicata ad una delle patologie endocrine più frequenti, il nodulo tiroideo"

Screening gratuiti e dibattiti sull’argomento

A partire dalle ore 9.00 di sabato un’èquipe specialistica effettuerà screening gratuiti volti alla prevenzione e ad una eventuale diagnosi precoce delle patologia che in età adulta colpisce più donne che uomini. Dalle ore 14.00 si svolgerà invece il convegno “Nodulo tiroideo benigno update”, un confronto tra esperti del settore su diagnosi, terapie ed appropriatezza dei processi diagnostici. Interverrà tra altri il prof. Alfredo Pontecorvi, direttore della Cattedra di Endocrinologia del Policlinico Gemelli U.C.S.C Roma, che parlerà nello specifico dell’epidemiologia della patologia che, nella maggior parte dei casi, è benigna. In Italia  esiste una carenza iodica e il nodulo tiroideo palpabile è molto diffuso; ha una prevalenza nei soggetti al di sotto di 60 anni del 7-8% maggiore nel sesso femminile, mentre dopo i 60 anni la prevalenza aumenta in entrambi i sessi; in generale è più frequente nel sesso femminile. «Gli screening mirati alla prevenzione» spiega Rodolfo Battista, Resp. dell’U.O. di Medicina Generale della struttura, «possono contribuire ad individuare eventuali noduli della ghiandola tiroidea, che spesso non vengono immediatamente riconosciuti perché si presentano senza particolari sintomi o con sintomi comuni ad altre patologie. Solo davanti una diagnosi precoce è possibile intervenire per tempo indirizzando il paziente verso il percorso terapeutico più appropriato.»

Nel 2013, nel corso di un’altra campagna di screening dedicata promossa dal San Raffaele Cassino, sono state eseguite circa 100 visite. «Tra le persone visitate» argomenta Battista, «circa la metà erano a conoscenza di avere noduli tiroidei, mentre il 60% di chi non aveva alcun sospetto ha scoperto di esserne affetto pur non presentando alcun sintomo. In particolare, in una paziente con un nodulo, gli approfondimenti diagnostici hanno permesso di individuare un carcinoma della tiroide. E’ importante sottolineare che la maggior parte delle persone intervistate, oltre il 75% dichiarava di non fare uso abituale del sale iodato.»

Una tavola rotonda il cui tema sarà la “gestione del nodulo tiroideo tra ospedale e territorio” e presieduta dalla dott.ssa Eleonora Grimaldi della FIMMG formazione Lazio, chiuderà l’evento. «La tematica è importante» evidenzia la Grimaldi, «perché apre il dibattito sull’assenza di concreti binari di interconnessione tra professionisti coinvolti nella gestione della patologia, con l’obiettivo di creare un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale (P.D.T.A) coordinato un gruppo multidisciplinare di esperti che faciliti sia i professionisti coinvolti che i pazienti.» 

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