San Raffaele di Cassino: dall’arte di Stanislavskij al laboratorio espressivo MoviMente per i parkinsoniani

LEMM. E’ l’acronimo di Laboratorio Espressivo MoviMente ed il nome del progetto per la riabilitazione senso-cognitivo-motoria di pazienti affetti da malattia di Parkinson ideato presso la Casa di Cura San Raffaele Cassino dalla Dott.ssa Francesca De Pandis, Responsabile del Centro per la cura e la prevenzione del Parkinson, dal Dott. Silvio Ferraiuolo e dal Dott. Fabrizio Nardone.

Il malato di Parkinson vive costretto da un senso di rigidità, che spesso non è solo motoria ma anche “emotiva”.

Fondato sull’arte della recitazione di Sergeevic Stanislavskij, Il LEMM è una tecnica riabilitativa che attraverso una serie di precisi input sensitivi e sensoriali favorisce nei parkinsoniani l’elaborazione cognitiva, le funzioni meta-cognitive e ne ottimizza l’output motorio.

«Attraverso l’emotività e il rivivere determinati gesti e sensazioni, anche solo mentalmente, andiamo a risvegliare alcune regioni della corteccia motoria che si attivano dando la possibilità, quindi, di migliorare il movimento», spiega il dott. Nardone.

«Il percorso riabilitativo», afferma la Dott.ssa De Pandis, «si compone di quattro fasi fondamentali. Durante la fase iniziale, quella di ascolto e percezione, si tenta di percepire ogni parte del proprio corpo sino a concentrarsi sul battito cardiaco o sul ritmo di inspirazione ed espirazione. La fase successiva, di bilanciamento e annullamento delle tensioni, è composta da esercizi di distensione somatica in tutti i piani dello spazio, si inizia a occuparsi, cioè, del proprio “strumento”: il corpo. Il terzo momento del processo consta di due sottofasi: la prima in cui semplicemente si osserva l’azione eseguita dall’operatore, la seconda in cui si imita il gesto, incentivando l’immaginazione e la consapevolezza corporea. Infine si chiede al soggetto di interpretare un’azione o un brano passando attraverso il proprio bagaglio esperienziale emotivo. La reviviscenza, principio predominante del metodo Stanislavskij, diviene quindi una stimolazione emotiva profonda, capace di risvegliare la motivazione e la fase “appetitiva” del piacere».

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