Villa Buon Respiro, Zoppi: «Necessaria una legge ad hoc per disciplinare riabilitazione equestre»

Attività oggi fondamentale per tanti, ma che grava solo su pochi

«Una legge che disciplini la riabilitazione equestre sarebbe fondamentale per chi come noi di Villa Buon Respiro tocca con mano quotidianamente la validità della pet therapy». Lo dichiara Daniela Zoppi, Responsabile del Centro Equestre di Villa Buon Respiro di Viterbo del Gruppo San Raffaele di Roma, a fronte della proposta di legge avanzata ieri dal gruppo della Lega Nord al Consiglio regionale della Lombardia per disciplinare la pet therapy nella sanità al fine di consentire l'accesso degli animali in tutte strutture residenziali, ospedaliere, pubbliche e private regionali accreditate anche dal Servizio Sanitario. Perché, come si legge nella proposta presentata, tangibili sono i benefici che si sono potuti registrare negli ultimi anni dalla sperimentazione della terapia, come l'innalzamento dell'umore e delle capacità cognitive nei malati di Alzheimer, l'aumento della capacità relazionali nei casi di disabilità e autismo, la facilitazione dell'autostima e integrazione in casi di disagio sociale. Un’esperienza ben nota al San Raffaele, che a Villa Buon Respiro, in cima a una collina viterbese, ha creato un luogo speciale in cui da anni uomini e animali hanno ristabilito una sorta di rapporto alla pari. Si tratta del centro equestre, noto in tutta Italia per il suo spettacolare Carosello, che vede come protagonisti cavalli, asinelli e ragazzi con disabilità psichiche e non. «Una legge ad hoc» sottolinea la Zoppi «consentirebbe in primis di estendere le attività riabilitative a molti utenti che oggi non possono accedere a questo servizio. Permetterebbe poi di avviare e sviluppare importanti progetti di ricerca che consentirebbero di validare scientificamente gli indubbi risultati terapeutici sin qui raggiunti come, del resto, testimonia l’esperienza ventennale del nostro Centro». «Ultima considerazione ma non per certamente per importanza», conclude la responsabile, «è che il riconoscimento della natura sanitaria delle prestazioni di pet therapy consentirebbe anche di dare supporto economico allo sviluppo di una attività, oggi fondamentale per tanti, ma che grava solo su pochi. Nel nostro caso specifico, ad esempio, pur essendo un centro di riabilitazione accreditato, il costo dell’attività ricade completamente sull’Azienda». Eppure ad applaudire quei cavalli e cavalieri che abbattono le barriere della diversità, che riescono a fendere il muro dell’indifferenza in tutti i posti in cui vanno in scena, a cominciare dal teatro di Piazza di Siena, sono sempre in molti. Roma, 30 luglio 2013

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